Come faccio a dire di no?
Quante volte hai detto “sì” quando dentro di te avresti voluto dire “no”?
10/6/20263 min read


Come faccio a dire di no?
A volte ci pare la cosa più difficile al mondo: semplicemente rifiutare. Che sia un’offerta, un invito o una richiesta, comunque ci pare un’imposizione - che ci fa sentire costretti ad entrare nella relazione nella maniera che vuole l’altra persona, superando i confini di riservatezza e rispetto che avremmo voluto fossero riconosciuti.
Magari per timore di offendere o fare un dispiacere all'altra persona, di sembrare ingrati o egoisti, magari per timore del suo giudizio; che possa considerarci persone asociali, poco disponibili o poco affettuose. E tutto questo dipende anche da ciò che ci viene chiesto e da chi.
Le parole rimangono bloccate in gola. Qualcosa dentro di noi ci dice che non si può e basta. A malincuore, con un sorriso forzato, accettiamo. Oppure non diciamo nulla, e l’altra persona va avanti tranquillamente come se avessimo detto di sì.
Quando dire di no sembra impossibile
A “Gisella”, protagonista di Rinascere dalla Fibromialgia, la Libertà Ritrovata con Tapping EFT, succedeva regolarmente. In particolare, due persone vicine a lei, sua madre e una vicina di casa tendevano a invadere il suo spazio e il suo tempo, causando spesso disagio e tensione.
Ma nonostante questo fastidio, e sebbene Gisella facesse di tutto per evitare le occasioni a rischio, riuscivano sempre a trovarla e lei non riusciva a rifiutare le loro richieste. Il problema non era soltanto quello che le veniva chiesto. Era il fatto che, dentro di sé, non si sentiva autorizzata a dire di no.
Il cambiamento comincia dal rispetto per sé stessa
Durante la consulenza, Gisella iniziò gradualmente a maturare un autentico rispetto per sé stessa, e questa consapevolezza le apriva una prospettiva totalmente nuova sulla situazione. Cominciò a rendersi conto che anche i suoi bisogni erano legittimi e dignitosi e meritavano rispetto da parte degli altri. Anche la sua esigenza di avere il proprio spazio e il proprio tempo doveva essere riconosciuta e presa in considerazione dagli altri.
Gisella capì che rispettare sé stessa non significava mancare di rispetto all’altra persona. Poteva esprimere le proprie idee, i propri desideri e i propri limiti senza sentirsi in colpa o in difficoltà.
Imparò a rispondere con gentilezza, perfino con un sorriso, che non era il momento giusto, che quella cosa non le piaceva o non le interessava, che semplicemente preferiva fare altro.
Dire di no a una proposta non significa rifiutare la persona
Il suo no non rappresentava un rifiuto della persona in quanto tale, ma piuttosto della proposta che quella persona le stava facendo.
E anziché essere una mancanza di stima e di affetto, il suo no poteva dimostrare la fiducia che aveva nella sincerità e nel buon senso dell’altra: la fiducia nella sua capacità di comprendere che un no a una proposta non equivale a un no alla relazione.
Nel percorso con Gisella lavorammo anche sul modo di guardare queste situazioni, utilizzando quello che in PNL viene chiamato Reframing, cioè cambiare la cornice del quadro e, di conseguenza, cambiare l’impatto e il significato del quadro stesso.
Dire di no con gentilezza aiutava a coltivare la propria autostima
E quando cominciò a vedere le cose in questo modo, l’idea di non accettare automaticamente le richieste degli altri non le faceva più sentire lo stesso disagio di prima. Poco alla volta iniziò a mettere dei paletti e, col tempo, notò con grande soddisfazione che i paletti che fissava in questo modo venivano sempre più rispettati.
Imparare a dire di no non significa diventare egoisti o smettere di avere attenzione per gli altri. Significa imparare a riconoscere che anche i nostri bisogni hanno valore.
A volte può essere sufficiente fermarsi un momento prima di rispondere e chiedersi:
“Se non avessi paura di offendere questa persona, cosa sceglierei davvero?”
Forse la risposta non sarà sempre un “no”, ma sarà sicuramente una risposta autentica.
E questo può essere già un importante passo verso un maggiore autostima e rispetto di sé.
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