Medicine Integrata e SSN: l’esperienza della Toscana

Dagli anni ‘90 alcune discipline della Medicina Integrata o Complementare affiancano la medicina convenzionale nel Servizio sanitario toscano.

Lucy M. Pole

10/27/20263 min read

Medicine Integrata e SSN: l’esperienza della Toscana

Dagli anni ‘90 alcune discipline della Medicina Integrata o Complementare affiancano la medicina convenzionale nel Servizio sanitario toscano.

L’agopuntura e la medicina tradizionale cinese, la fitoterapia, l’omeopatia e la medicina manuale, rivolta soprattutto ai disturbi della colonna e delle articolazioni, fanno parte, con modalità diverse, delle prestazioni offerte dal sistema sanitario regionale.

I Centri pubblici per la Medicina Integrata

La Toscana non si è limitata a riconoscere l’esistenza di queste pratiche. Nel tempo ha creato ambulatori pubblici, strutture regionali di riferimento, percorsi di formazione e criteri per l’esercizio professionale delle medicine complementari.

La Regione indica quattro strutture di riferimento: il Centro di Medicina Tradizionale Cinese dell’Azienda ASL Toscana Centro; il Centro di Fitoterapia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria a Careggi; l’Ambulatorio di Omeopatia di Lucca; e il Centro di Medicina Integrata di Pitigliano.

Non stiamo quindi parlando soltanto di esperienze private, ma di attività che si svolgono all’interno delle strutture sanitarie pubbliche.

L’agopuntura è entrata nei LEA

Un passaggio particolarmente significativo è avvenuto nel 2025: l’agopuntura è entrata nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) nazionali. In Toscana era già presente da molti anni nel sistema sanitario regionale, ma oggi il suo riconoscimento nell’assistenza pubblica ha anche una dimensione nazionale.

Al Centro di Firenze, per esempio, l’accesso all’agopuntura avviene con richiesta medica e prenotazione tramite il CUP. Tra gli ambiti nei quali il Centro utilizza la medicina tradizionale cinese figurano, tra l’altro, alcune forme di dolore. È previsto infatti uno specifico percorso di accesso per persone con la fibromialgia.

Questo mi sembra particolarmente interessante per due motivi. Il primo è che anche l’EFT utilizza la stimolazione di alcuni punti appartenenti al sistema dei meridiani dell’agopuntura. Entrambe le pratiche partono dal principio che la stimolazione di determinati punti possa contribuire a riequilibrare il sistema energetico e portare sollievo. La modalità, però, è diversa: al posto degli aghi si usano in EFT le dita con un leggero picchiettamento sui punti, e inoltre la procedura invita la partecipazione attiva della persona attraverso la verbalizzazione.

Il secondo è che, proprio al Centro fiorentino, la fibromialgia rientra tra le condizioni per le quali è previsto un percorso di accesso all’agopuntura.

Non solo agopuntura

L’esperienza toscana comprende anche fitoterapia, omeopatia e medicina manuale. La Regione ha inoltre stabilito criteri per la formazione e l’esercizio professionale di alcune medicine complementari, in collaborazione con gli Ordini professionali.

Entrano in gioco la regolamentazione, la valutazione delle evidenze disponibili, la sicurezza, l’individuazione degli ambiti nei quali utilizzare una determinata pratica e la possibilità di inserirla in percorsi sanitari organizzati.

È proprio il concetto di “complementarietà” che permette “l’integrazione”: non si tratta di sostituire la medicina convenzionale, ma di affiancarla, laddove appropriato, all’interno di un percorso di cura.

In Toscana questo avviene già, per esempio, anche nell’assistenza oncologica e in alcuni percorsi ospedalieri. La Regione continua tuttora a occuparsi di medicina integrata: il Notiziario regionale delle Medicine Complementari del settembre 2026 dedica il suo approfondimento principale proprio alla medicina integrata in oncologia.

E nel resto d’Italia?

La Toscana rappresenta un’esperienza particolarmente strutturata, ma non è l’unica Regione italiana nella quale le medicine complementari hanno trovato spazio all’interno della sanità pubblica. Esistono esperienze e servizi anche in altre Regioni, con modalità e livelli di integrazione diversi.

Ne parleremo in un prossimo articolo.

E l’EFT?

L’EFT non fa parte delle medicine complementari attualmente integrate nel Servizio sanitario toscano.

Ma conoscere il percorso seguito da altre discipline può aiutarci a comprendere quali siano i passaggi necessari: raccogliere dati, definire protocolli standard, valutare le evidenze e stabilire criteri per la formazione degli operatori. È il lungo percorso che può portare verso un riconoscimento istituzionale. E chissà, un giorno, poter accedere a una consulenza di Tapping con la ricetta del proprio medico di base!

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