Se l’EFT è così efficace, perché non viene inserita nell’offerta del SSN?

Infatti, se il Tapping EFT può essere utile per affrontare emozioni difficili, stress e ansia, perché non viene regolarmente proposto dal Servizio Sanitario Nazionale e nella prescrizione medica del dottore di famiglia?

Lucy M. Pole

10/18/20262 min read

Bene, perché un tipo di trattamento possa entrare stabilmente nell’offerta sanitaria pubblica, deve essere valutato secondo criteri scientifici e sanitari precisi. Sono necessari studi di ricerca di buona qualità, risultati sufficientemente solidi e replicabili e, successivamente, il riconoscimento all’interno di linee guida e percorsi assistenziali appropriati.

La ricerca scientifica sull’EFT esiste e negli ultimi anni si è ampliata, con studi clinici, revisioni sistematiche e meta-analisi che hanno riportato risultati interessanti in diversi ambiti, tra cui stress e ansia.

Negli Stati Uniti una parte importante della ricerca si è concentrata sulla Clinical EFT, una forma di EFT applicata secondo un protocollo definito.

Un altro studio, pubblicato nel 2011 da Palmer-Hoffman e Brooks, ha cercato di verificare se i risultati positivi osservati in precedenza, durante e dopo i workshop di Gary Craig, il fondatore del metodo, fossero legati alla sua presenza e al suo modo di insegnare. La ricerca ha coinvolto 102 partecipanti a quattro conferenze, nelle quali l’EFT veniva insegnata da altri operatori. Anche in questo caso furono rilevati miglioramenti significativi nei sintomi psicologici.

Nel 2022 Dawson Church e altri ricercatori hanno pubblicato una revisione sistematica che ha preso in esame la letteratura scientifica disponibile, includendo 56 studi randomizzati controllati, con complessivamente 2.013 partecipanti, e 8 meta-analisi. Gli autori riportano risultati favorevoli in diversi ambiti psicologici e fisici, pur con differenze nella qualità e nelle caratteristiche degli studi.

Interessanti sono anche gli studi che hanno cercato di valutare non soltanto le sensazioni riferite dai partecipanti, ma anche parametri fisiologici, come il cortisolo, uno degli ormoni coinvolti nella risposta allo stress. Uno studio randomizzato condotto da Dawson Church e collaboratori ha rilevato, dopo una sessione di EFT, una riduzione del cortisolo salivare significativamente maggiore nel gruppo EFT rispetto ai gruppi di confronto. Un successivo studio di replica ha riscontrato anch’esso una significativa riduzione del cortisolo nel gruppo sottoposto a EFT.

Anche il National Center for Complementary and Integrative Health (NCCIH), organismo dei National Institutes of Health statunitensi, prende in esame l’EFT, o acupoint tapping, nella propria documentazione sulle pratiche complementari.

Il quadro che emerge, quindi, non è quello di una pratica priva di ricerca scientifica. Esiste ormai una letteratura sull’EFT, comprendente studi clinici, studi randomizzati, revisioni sistematiche e meta-analisi.

Allo stesso tempo, la presenza di risultati favorevoli non comporta automaticamente il riconoscimento di una pratica come trattamento sanitario standard: perché ciò avvenga sono necessari livelli di evidenza, verifiche indipendenti, linee guida e percorsi di valutazione propri dei sistemi sanitari.

C’è poi una distinzione fondamentale da fare tra i trattamenti sanitari e le pratiche complementari.

Nel mio lavoro ho utilizzato l’EFT come strumento nell’ambito della consulenza olistica, soprattutto per aiutare la persona a sviluppare maggiore consapevolezza delle emozioni, sensazioni e pensieri legati alle proprie esperienze.

È in questo contesto che ne racconto l’utilizzo anche in Rinascere dalla Fibromialgia, la Libertà Ritrovata con Tapping EFT: non come formula di guarigione valida per tutti, ma come parte del percorso personale vissuto da una sola persona, “Gisella”.

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